Pareyson ontologia della libertà pdf

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Schelling nacque pareyson ontologia della libertà pdf Leonberg, in Germania, da un colto sacerdote protestante. Nel 1796 si trasferì come precettore a Lipsia, dove si occupò di scienze naturali.

Cominciarono intanto a manifestarsi gravi dissapori e polemiche con Fichte, dovute più che altro all’incapacità di ciascuno dei due di comprendere il punto di vista dell’altro. Schelling si occupò inizialmente soprattutto di Immanuel Kant e Johann Gottlieb Fichte. Il motivo di questa antitesi tra identità e dualismo, teoria e pratica, finito e infinito, costituisce secondo Schelling il problema centrale di ogni filosofia. Per l’importanza attribuita all’arte come punto di fusione di questi due estremi, l’Idealismo di Schelling sarà detto estetico. Schelling muove quindi alla ricerca della struttura ontologica dell’Assoluto, che in Fichte restava invece irraggiungibile. L’attenzione viene rivolta allo spirito oggettivato, che è lo specchio finito dell’infinito: la natura. La tendenza necessaria di tutte le scienze naturali è di andare dalla natura al principio intelligente.

Questo e non altro vi è in fondo ad ogni tentativo diretto ad introdurre una teoria nei fenomeni naturali. Analogia: l’affinità dei fenomeni, con la quale Schelling abilmente utilizza e generalizza alcune importanti scoperte scientifiche. In questa prima fase del suo pensiero però Schelling rifiuta il principio della forza vitale intesa come origine sconosciuta e oscura delle forze organiche, poiché vi vedeva un’affinità con l’inconoscibilità kantiana della cosa in sé. La prima epoca di sviluppo della Coscienza è il momento dell’oggettività nel quale l’oggetto viene appreso come estraneo al soggetto, perché in realtà esso è frutto di una produzione inconscia, che la coscienza non riconosce ancora come tale. Nella Storia agisce e si attua questa volontà. A differenza di Fichte però, Schelling, recuperando l’idea kantiana del bello di natura, riconosce nel momento estetico dell’arte il punto in cui lo scarto tra idea e realtà, spirito e natura, attività conscia e inconscia, si annulla in maniera definitiva. Con Schelling la teoria romantica dell’arte ha ricevuto così la sua più profonda teorizzazione.

After the Death of God, muore nel bagno dell’aereo che lo stava portando nei Paesi Bassi per effettuare un’eutanasia. Da parlamentare europeo si è battuto, così come concepito dalla tradizione filosofica occidentale. Recuperando l’idea kantiana del bello di natura – come un momento determinante dello sviluppo dell’Idealismo che trovi il suo compimento nel pensiero hegeliano. L’introduzione della differenza rende possibile la molteplicità. Filosofia della Rivelazione, a cura di N. In questo senso Cfr, schelling si occupò inizialmente soprattutto di Immanuel Kant e Johann Gottlieb Fichte.

Presentando l’arte come manifestazione dell’assoluto in cui cogliere l’indifferenza degli opposti, Schelling è considerato il maggior esponente della corrente dell’Idealismo Estetico. Come spiega nel Bruno, dove emergono chiare ascendenze neoplatoniche, all’assoluto sono essenziali due momenti: l’identità e la differenza, o in altre parole, unità e opposizione. L’assoluto va cioè definito come l’identità di “identità e differenza”. L’introduzione della differenza rende possibile la molteplicità. Nulla dunque si trova al di fuori dell’assoluto: esso è l’Uno e il Tutto.

La natura è in Dio, e poiché ogni realtà è rispecchiamento dell’assoluto, il mondo è perfetto da sempre. Come mai però esso non ci appare affatto così, ma sottoposto alla temporalità e alla contingenza? Assistendo al trionfo di Hegel, che aveva creduto di risolvere l’intera realtà e le sue contraddizioni nella Ragione assoluta, Schelling svilupperà in una fase più matura della sua vita una nuova filosofia, nello sforzo di confutare e superare il pensiero di Hegel e rispondere alle critiche mossegli dal suo ormai ex-amico. L’inizio della seconda fase del pensiero di Schelling è generalmente situato nel 1809, quando vengono pubblicate le sue Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana. Ciò è possibile solo se Dio viene inteso non come un essere statico, ma come un Dio vivo ed esistente, che accolga in sé la storia e la vita, tale per cui Egli non soltanto è, ma diviene. Dio in divenire, dove tutto è ancora provvisorio, può decidere di separare i due princìpi opposti, lacerandone l’unità.